sabato, 31 gennaio 2009

GLI OCCHI DI LUCIO. Conversazione con Lucio Dalla e Marco Alemanno

a cura di Fabio Francione

Lunedì 2 febbraio 2009 - ore 18

Provincia di Lodi. Sala dei Comuni. Via Fanfulla 12 26900 Lodi

L’intera carriera di Lucio Dalla sembra srotolarsi sulla vischiosità temporale dell’esistenza quotidiana contemporanea. Infatti e in principio, pur scegliendo come forma d’arte immediata la canzone, Dalla, a differenza di altri cantautori e interpreti, è riuscito a creare tante deflagrazioni nei suoi "treminutitre" da far implodere interi mondi sonori e lirici. In questo paradosso, di certo, il tempo ha la sua parte. Preponderante. E considerato sempre un attimo dopo il presente: da "4 marzo 1943" (un inizio oggi da autofiction, allora forse non consapevole: è la data di nascita di Lucio Dalla persona non ancora "Lucio Dalla" artista [più che cantante e musicista Dalla è e si sente artista]) passando per "1999", "Il motore del 2000", "L’anno che verrà", "1983", "Il 2000, un gatto e un re", fino a "2009 (le cicale e le stelle), Dalla per rapportarsi al mondo pare aver spostato le lancette del suo orologio artistico sempre verso il dopo. Un "dopo" sì interrogativo, ma mai apocalittico. Anzi, di certezze ce ne sono anche troppe. Il suo sguardo non è mai retrospettivo, è antologico, mai però uguale, ogni avventura che intraprende – restando al dopo 2000 è impressionante la mole di lavoro realizzata tra cd, concerti, tour teatrali, regie liriche, televisive, recital – rappresenta una specie di continuum temporale della sua poliedrica attività. Stornando dalla carriera i pionieristici anni della costruzione del successo (i favolosi anni sessanta che contrapposero il Dalla canzonettaro, partecipante ai tanti Sanremo e ai musicarelli ad un Dalla capace di recitare in un film ancor oggi complicato come "I sovversivi" dei fratelli Taviani), gli anni settanta che passarono in un battibaleno dall’impegno "civile" della collaborazione con il poeta Roberto Roversi (i tre album e lo spettacolo "Il futuro dell’automobile" anticipano molto del Dalla del 2000) all’affrontare la fase più propriamente cantautorale iniziata con "Come è profondo il mare" ed esplosa negli anni ottanta con gli album eponimi "Lucio Dalla" e "Dalla". Consolidatasi con l’epocale "Caruso" e raffreddatasi con gli album degli anni novanta (un nuovo vaglio critico di album come "Henna", "Canzoni", Ciao sarebbe utile). Tornando alla fine degli anni settanta, è di quel tempo il buddy-buddy tour "Banana Republic" con Francesco De Gregori. La pellicola, girata da Ottavio Fabbri e prodotta da Alfredo Bini (lo scopritore del Pasolini regista), resta tutt’ora un esempio insuperato di film musicale all’italiana. Ma, è sempre il cinema subito da Dalla come "morte al lavoro" – ancora il tempo, la durata, la vischiosità dell’immagine filosofica e virtuale, pur sempre data dalla fisicità della pellicola - nei suoi mestieri di compositore, autore di canzoni, attore a far da cassa di risonanza, banco di prova sperimentale di tutti i lavori realizzati fino all’ultimo e in collaborazione con Marco Alemanno, attore e dal 2004 fondamentale sodale artistico di numerose imprese teatrali e musicali, "Gli occhi di Lucio". Curiosamente, ma non troppo, in quest’opera, la tripla somma di dvd+libro+cd della confezione a cofanetto si verifica contraddittoriamente nella divisione dei supporti. Infatti, tutto farebbe supporre che il libro sia uno script del dvd e il cd sia il soundtrack di quest’ultimo. Non è così: "Gli occhi di Lucio", tra montaggi d’autore, scritti autobiografici, ricordi, pezzi d’occasione e estratti sonori è già il film che Dalla sta girando. Da molto.

Fabio Francione

extra/1

Tosca amore disperato. Fuga di Angelotti; Luce dei miei occhi; Il suicidio; Il finale

Futura; Nuvolari; Com'è profondo il mare (Lucio Dalla e i Tiro Mancino)

 

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categoria:libri, letteratura, canzone, presentazioni
venerdì, 28 novembre 2008

ADRIANO CELENTANO

ascolta

LA CURA

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

Articolo dal Corriere della Sera del 28 novembre 2008 

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categoria:canzone
sabato, 15 novembre 2008

La manifestazione (F. Fabbri)

Stormy Six (F. Fabbri, voce e chitarra elettrica; M. Villa, basso; L. Piscicelli, tamburello; A. Zanuso, batteria; con Alberto Camerini, chitarra elettrica, ed Eugenio Finardi, pianoforte e voce)

Provino registrato per la partecipazione al Festival dell'Avanguardia e Nuove Tendenze, Viareggio, primavera 1971

ascolta la canzone

Sulla strada, alla manifestazione
e gridando con la forza di chi ha ragione
camminavi sotto l'ombra di una bandiera
e gridavi: "Viva la Rivoluzione".

Ma lontano
uno squillo di tromba
una pietra che vola
e la strada è già vuota.

Ho lasciato la mano di due compagni
ho cercato il rifugio in un portone
in un attimo senza il tempo di pensare
ho vissuto ciò che più tu non vivrai.

Cento strade
per tornare verso casa
tanto fumo
ma soltanto per piangere.

Stamattina quando ho letto sul giornale
non capivo, mi sembrava un'altra storia
ma qualcosa era là sul marciapiede
una giacca ed un fazzoletto rosso.

Più nessuno
che ricordi la tua voce
i miei occhi
son soltanto per piangere.

La manifestazione è anche su www.youtube.com/lodifilmfest

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