GLI OCCHI DI LUCIO. Conversazione con Lucio Dalla e Marco Alemanno
a cura di Fabio Francione
Lunedì 2 febbraio 2009 - ore 18
Provincia di Lodi. Sala dei Comuni. Via Fanfulla 12 26900 Lodi

L’intera carriera di Lucio Dalla sembra srotolarsi sulla vischiosità temporale dell’esistenza quotidiana contemporanea. Infatti e in principio, pur scegliendo come forma d’arte immediata la canzone, Dalla, a differenza di altri cantautori e interpreti, è riuscito a creare tante deflagrazioni nei suoi "treminutitre" da far implodere interi mondi sonori e lirici. In questo paradosso, di certo, il tempo ha la sua parte. Preponderante. E considerato sempre un attimo dopo il presente: da "4 marzo 1943" (un inizio oggi da autofiction, allora forse non consapevole: è la data di nascita di Lucio Dalla persona non ancora "Lucio Dalla" artista [più che cantante e musicista Dalla è e si sente artista]) passando per "1999", "Il motore del 2000", "L’anno che verrà", "1983", "Il 2000, un gatto e un re", fino a "2009 (le cicale e le stelle), Dalla per rapportarsi al mondo pare aver spostato le lancette del suo orologio artistico sempre verso il dopo. Un "dopo" sì interrogativo, ma mai apocalittico. Anzi, di certezze ce ne sono anche troppe. Il suo sguardo non è mai retrospettivo, è antologico, mai però uguale, ogni avventura che intraprende – restando al dopo 2000 è impressionante la mole di lavoro realizzata tra cd, concerti, tour teatrali, regie liriche, televisive, recital – rappresenta una specie di continuum temporale della sua poliedrica attività. Stornando dalla carriera i pionieristici anni della costruzione del successo (i favolosi anni sessanta che contrapposero il Dalla canzonettaro, partecipante ai tanti Sanremo e ai musicarelli ad un Dalla capace di recitare in un film ancor oggi complicato come "I sovversivi" dei fratelli Taviani), gli anni settanta che passarono in un battibaleno dall’impegno "civile" della collaborazione con il poeta Roberto Roversi (i tre album e lo spettacolo "Il futuro dell’automobile" anticipano molto del Dalla del 2000) all’affrontare la fase più propriamente cantautorale iniziata con "Come è profondo il mare" ed esplosa negli anni ottanta con gli album eponimi "Lucio Dalla" e "Dalla". Consolidatasi con l’epocale "Caruso" e raffreddatasi con gli album degli anni novanta (un nuovo vaglio critico di album come "Henna", "Canzoni", Ciao sarebbe utile). Tornando alla fine degli anni settanta, è di quel tempo il buddy-buddy tour "Banana Republic" con Francesco De Gregori. La pellicola, girata da Ottavio Fabbri e prodotta da Alfredo Bini (lo scopritore del Pasolini regista), resta tutt’ora un esempio insuperato di film musicale all’italiana. Ma, è sempre il cinema subito da Dalla come "morte al lavoro" – ancora il tempo, la durata, la vischiosità dell’immagine filosofica e virtuale, pur sempre data dalla fisicità della pellicola - nei suoi mestieri di compositore, autore di canzoni, attore a far da cassa di risonanza, banco di prova sperimentale di tutti i lavori realizzati fino all’ultimo e in collaborazione con Marco Alemanno, attore e dal 2004 fondamentale sodale artistico di numerose imprese teatrali e musicali, "Gli occhi di Lucio". Curiosamente, ma non troppo, in quest’opera, la tripla somma di dvd+libro+cd della confezione a cofanetto si verifica contraddittoriamente nella divisione dei supporti. Infatti, tutto farebbe supporre che il libro sia uno script del dvd e il cd sia il soundtrack di quest’ultimo. Non è così: "Gli occhi di Lucio", tra montaggi d’autore, scritti autobiografici, ricordi, pezzi d’occasione e estratti sonori è già il film che Dalla sta girando. Da molto.
Fabio Francione
extra/1
Tosca amore disperato. Fuga di Angelotti; Luce dei miei occhi; Il suicidio; Il finale
Futura; Nuvolari; Com'è profondo il mare (Lucio Dalla e i Tiro Mancino)
categoria:libri, letteratura, canzone, presentazioni




